Mimmo Franzinelli
Antologia

    Uno dei piaceri della lettura è la rivelazione di situazioni, episodi e stati d'animo che dischiudono nuove prospettive, avvicinandoci ad autori e a contesti differenti. Spesso, mentre leggo un libro coinvolgente, segno a margine i passaggi più significativi, nell'intenzione di ritornare su quei brani: intento poi disatteso dal sopravvenire degli impegni e da nuove letture. Ho pensato di trascrivere alcuni stralci, per offrirli all'attenzione dei visitatori del sito, nella convinzione che in qualche caso risulteranno rivelatori per loro come lo sono stati per me. Chi vorrà comunicare a sua volta citazioni che lo hanno colpito, contribuirà alla crescita di un'antologia collettiva, frutto di varie sensibilità.

 

La ragazza del Lager - Un fuoco, un fuoco! Crepitano le frasche e il vento notturno di un tardo autunno agita la fiamma d'un falò. Dentro al reticolato è buio, io sono solo accanto al fuoco, potrei portarci altri trucioli dalla falegnameria. La mia è una zona privilegiata, tanto privilegiata che è come se fossi in libertà, siamo nel lager di Marfino ed è l'ora più libera. Nessuno mi osserva, nessuno mi chiama in cella, nessuno mi caccia via dal falò. Mi sono avvolto nella giubba: fa fresco al vento frizzante. Ma lei è da chissà quante ore al vento, sull'attenti, a testa bassa, ora piange, ora si irrigidisce nell'immobilità. Di tanto in tanto riprende a supplicare: « Cittadino capo!... Mi perdoni!... Mi perdoni, non lo farò più... ». Il vento porta a me i suoi lamenti, è come se gemesse accanto al mio orecchio. Il cittadino capo accudisce alla stufa e non risponde, nel corpo di guardia del lager contiguo al nostro. Di là da un intrico di filo spinato, ma a due passi dal corpo di guardia, nella vivida luce d'un lampione sta in piedi a capo chino una ragazza punita, il vento strapazza la gonna grigia da lavoro, le gela le gambe e la testa coperta da un leggero fazzoletto. Di giorno, mentre le donne scavavano un fossato, una di esse era scappata, la scorta era distratta, quando si accorsero che mancava era troppo tardi per riacchiapparla. Fu dato l'allarme, venne il maggiore, nero, adirato, urlando che per quell'evasione tutto il lager sarebbe stato privato di visite e di pacchi per un mese. Per questo le detenute erano inferocite e urlavano « Sia acchiappata, maledetta! le rapino la testa! ». Ma questa ragazza aveva sospirato dicendo: « Rimanga almeno lei un po' in libertà per tutte noi! ». Il sorvegliante la udì, ed eccola punita; tutte sono state riportate al lager, lei è stata messa sugli attenti davanti al corpo di guardia. Erano le sei di sera, ora sono quasi le undici di notte. Lei aveva cercato di muovere i piedi, il custode sporgendo la testa le aveva gridato: « Stai ferma, o sarà peggio! ». Adesso lei non si muove più, piange soltanto: « Perdono, cittadino capo!... Mi lasci andare, non lo farò più!... ». Ma nessuno le risponderà. Una ragazzina dai capelli biondissimi, una semplice ragazzina; che pensiero pericoloso hai espresso, sorellina! Ti vogliono dare una lezione per la vita. Fuoco, fuoco! Il vento strappa alle fiamme un truciolo che non ha finito di ardere. Prometto a quel fuoco e a te, ragazza: tutto il mondo leggerà la tua storia. Alexàndr Solženicyn, Arcipelago Gulag [segnalato da Lanfranco Marinozzi]“Il destino è un'invenzione della gente fiacca e rassegnata” (Silone). 

 

“Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle” (Voltaire).

 

“Ciascuno chiama idee chiare quelle che hanno lo stesso grado di confusione delle proprie” (Proust).

 

“E tra una lacrima e un sorriso le nostre dure esistenze non hanno bisogno degli anatemi dei fondamentalisti religiosi, ma del silenzio della libertà” (Luca Coscioni).

 

“Tutti siamo d'una stoffa nella quale la prima piega non scompare mai più” (d'Azeglio).

 

“Credete a chi cerca la verità, non credete a chi la trova” (A.Gide).

 

“Le religioni sono come le lucciole: per splendere hanno bisogno delle tenebre” (Schopenhauer).

 

“La mente è come un paracadute: funziona solo se si apre” (Einstein).

 

“Se dessimo retta solo ai grammatici scriveremmo ‘carrozza' con due ‘r' ma andremmo a piedi” (Verri).

 

“Senza la retorica nulla di serio e di vero può essere detto, mancando quel ‘falso' ch'è misura o supporto del vero” (A.M.Ortese).

 

“Se gli uomini restassero incinti l'aborto sarebbe un sacramento” (Florynce Kennedy).

 

“La vera poesia può comunicare anche prima di essere capita” (T.S.Eliot). “Un uomo è ricco in proporzione al numero di cose di cui può fare a meno” (Thoreau).

 

“Vorrei sommare i miei anni ai tuoi e poi dividere la somma a metà fra te e me” (Ernesto Rossi, dal carcere, alla madre). [indicazioni avute da Stefano Coculo]

Roundabout with images telling stories at first glance - whirl it, let your brain reel and the same picture might spin another tale.
Tijbbe van Tijen

A good picture is equivalent to a good deed.
Vincent van Gogh

Photography is not about the thing photographed. It is about how that things look photographed.
Garry Winogrand

Most things in life are moments of pleasure and a lifetime of embarrassment; photography is a moment of embarrassment and a lifetime of pleasure.
Tony Benn

E'di nuovo tra noi, in un bicchiere di latte. E' inserito in una lunga catena, molto complessa, tuttavia tale che quasi tutti i suoi anelli sono accetti dal corpo umano. Viene ingoiato: e poiché ogni struttura vivente alberga una selvaggia diffidenza verso ogni apporto di altro materiale di origine vivente, la catena viene meticolosamente frantumata, ed i frantumi, uno per uno, accettati o respinti. Uno, quello che ci sta a cuore, varca la soglia intestinale ed entra nel torrente sanguigno: migra, bussa alla porta di una cellula nervosa, entra e soppianta un altro carbonio che ne faceva parte. Quella cellula appartiene ad un cervello, e questo è il mio cervello, di me che scrivo, e la cellula in questione, è addetta al mio scrivere, in un gigantesco minuscolo gioco che nessuno ha ancora descritto. E' quello che in questo istante, fuori dal labirintico intreccio di sì e di no, fa sì che la mia mano corra in un certo cammino sulla carta, la segni di queste volute che sono segni; un doppio scatto, in su e in giù, fra due livelli d'energia guida questa mia mano ad imprimere sulla carta questo punto: questo.
[Primo Levi, Carbonio, in Il sistema periodico (1975) - scelto da Lorisa Andreoli, Padova]

Spesso non vi è nulla in superficie, tutto è sotto. Scavate.
[Paracelso (secolo XVI)]

L'unico dovere che abbiamo nei confronti della storia, è di riscriverla.
[Oscar Wilde, Il critico come artista (1891)] 

La lotta contro il potere è la lotta della memoria contro l'oblio.
[Milan Kundera, Il libro del riso e dell'oblio (1990)] 

I documenti non riescono a raccontare tutto: non hanno odore, non muoiono di fame né di freddo, non hanno paura.
[Walter Laqueur, introduzione al Dizionario dell'Olocausto, Einaudi, 2004]

Credevano di costruire per il futuro, di lasciar qualche imperituro monumento, ed ecco che quanto hanno costruito con grande dispendio di energie è scomparso più rapidamente dei loro nomi, e ormai serve soltanto a ricordarci il fuggitivo istante in cui son vissuti.
[Gustave Flaubert, L'educazione sentimentale (1845)] 

Signori, è tempo di dire che la Polizia va non soltanto rispettata, ma onorata. Signori: è tempo di dire che l'uomo, prima di sentire il bisogno della cultura, ha sentito il bisogno dell'ordine. In un certo senso, si può dire che il poliziotto ha preceduto, nella storia, il professore, perché se non c'è un braccio armato di salutari manette, le leggi restano lettera morta e vile. Naturalmente ci vuole il coraggio fascista per parlare in questi termini.
[dal discorso di Benito Mussolini alla Camera dei deputati, 26 maggio 1927]

In tutti i locali pubblici doveva essere affisso un cartello che dicesse: in questo locale è proibito parlare di politica. Di locale pubblico a Fontamara c'era solo la cantina di Marietta. Innocenzo consegnò alla cantiniera un ordine scritto del podestà col quale le si comunicava che lei sarebbe stata ritenuta responsabile se nella sua cantina si fossero fatte discussioni politiche.
«Ma a Fontamara nessuno sa neppure che cosa sia la politica – osservò giustamente Marietta –; nel mio locale nessuno ha mai parlato di politica».

«Di che si parla, dunque, se il cav. Pelino tornò al capoluogo tutto infuriato?» chiese Innocenzo sorridendo.
«Si ragiona un po' di tutto – riprese a dire Marietta – si ragiona dei prezzi, delle paghe, delle tasse, delle leggi; oggi si ragionava della tessera, della guerra, dell'emigrazione».
«E di questo non si dovrebbe più parlare, secondo l'ordine del podestà – chiarì Innocenzo – Non è ordine speciale per Fontamara, ma in tutta Italia è stato diramato questo ordine. Nei locali pubblici non bisogna più parlare di tasse, di salari, di prezzi, di leggi».
«Dunque, non bisogna più ragionare» concluse Berardo.
«Ecco, bravo, Berardo ha capito perfettamente» esclamò Innocenzo soddisfatto. «Non bisogna più ragionare: questo è il senso della decisione del podestà. Bisogna farla finita coi ragionamenti. E poi, siamo sinceri, a che cosa servono i ragionamenti? Se uno ha fame, può nutrirsi di ragionamenti? Bisogna farla finita con questa cosa inutile».
[Ignazio Silone, Fontamara (1932)]

Recupererò forse la mia sensibilità spirituale quando sarò fuori da questa macchina uniforme - muri, sbarre, cancelli, asfalto - quando mi sarò, per un po' di tempo, di nuovo bagnato nel fiume continuamente mutevole della natura vivente nei suoi molteplici aspetti, godendo ancora della risata dei bambini, della luminosità degli alberi in fiore, dell'odore del fieno falciato sui prati, della serenità di un cielo pieno di stelle. Son tutte cose che mi sembrano ormai tanto lontane, annebbiate nel ricordo.
[Ernesto Rossi, lettera dal carcere, 6 agosto 1939, ora in Nove anni sono molti, Bollati Boringhieri, 2001]

Uomini liberi che morite in questo istante, e di cui non conosciamo neppure il nome, uomini liberi che morite senza amici e senza prete, con i poveri occhi ancora pieni del nido familiare, uomini liberi che all'ultimo passo tra la prigione e la fossa sentite gelarvi sulle spalle il sudore di una notte d'agonia, uomini liberi che morite con una sfida sulle labbra ed anche voi che morite piangendo - voi, oh voi che amaramente vi chiedete se non morite invano - il sospiro che sfugge ai vostri petti trapassati dalle pallottole nessuno lo sente, ma questo debole soffio è quello dello Spirito.
[George Bernanos, Lettre aux Anglais (1940)]

Ogni libro di storia degno di questo nome dovrebbe contenere un capitolo o, se si preferisce, una serie di paragrafi, inseriti nei punti-chiave dello svolgimento, il cui titolo potrebbe essere all'incirca: Come posso sapere quello che sto per dire?.
Sono persuaso che, a leggere queste confessioni, anche i lettori non specialisti troverebbero un vero piacere intellettuale.
Lo spettacolo della ricerca, con i suoi successi e le sue traversie, raramente stanca. Il bell'e fatto, invece, provoca gelo e noia.
[Marc Bloch]

La propaganda totalitaria ha perfezionato la tecnica, propria della scientificita ideoologica, di dare alle proprie affermazioni la forma di predizioni, portando al massimo l'efficienza del metodo e l'assurdità del contenuto, perché dal punto di vista demagogico non c'è un modo migliore, per evitare la discussione, che svincolare un argomento dal controllo del presente dicendo che soltanto il futuro può rivelarne i meriti. Tuttavia, essa non ha inventato questo procedimento, e non è stata la sola a usarlo. La scientificità della propaganda di massa ha invero svolto un ruolo così importante nella politica moderna da essere interpretata come un sintomo di quella ossessione per la scienza che ha caratterizzato il mondo occidentale a partire dall'ascesa della matematica e della fisica nel XVI secolo; così il totalitarismo appare soltanto come l'ultimo stadio di un processo durante il quale la scienza diventa un idolo capace di eliminare magicamente tutti i mali dell'esistenza e persino di trasformare la natura dell'uomo. In effetti, c'è stata una connessione tra la scientificità e l'ascesa delle masse. Il collettivismo di queste è stato accolto favorevolmente da chi sperava nell'apparizione di leggi naturali dello sviluppo storico che avrebbero eliminato l'imprevedibilità dele azioni e del comportamento dell'individuo.
[Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo (1948)]

Gran parte degli italiani si sente, al termine della guerra, sostanzialmente indenne da responsabilità verso il fascismo: una diffusa e minore letteratura sottolinea del fascismo gli aspetti macchiettistici e da operetta; l'idea della crociana parentesi trova seguito in ambienti della cultura tradizionale; l'interpretazione classista del fenomeno a opera della cultura marxista approda a una lettura ideologica sostanzialmente amplificatrice, funzionale all'identificazione fra fascismo e anticomunismo, che toglie spazio, sul piano storiografico, alla categoria dell'anticomunismo democratico.
[Pietro Scoppola, Il revisionismo fra storiografia e ideologia, in «Italia contemporanea», dicembre 2002]
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