Mimmo Franzinelli
Max Salvadori: una spia del regime?!?

(pubblicato su Italia contemporanea, marzo 2005, n. 238)

di Mimmo Franzinelli

Intellettuale e uomo d'azione liberale Max William Salvadori-Paleotti (Londra, 16 giugno 1908 - Northampton, 6 agosto 1992) è ricordato, nei repertori biografici italiani e internazionali, come un intellettuale e un militante antifascista, con un bagaglio di lotte e di studi che lo hanno reso un elemento di punta del liberalismo. Appena sedicenne, studente ginnasiale a Firenze, fu percosso dagli squadristi per avere difeso suo padre, Guglielmo Salvadori, vittima di una spedizione punitiva in quanto autore di critiche al governo apparse nel marzo 1924 sui periodici inglesi “New Statesman” e “Westminster Gazette”1. Dopo quell'episodio la famiglia Salvadori si trasferì in Svizzera. Laureatosi all'Università di Ginevra, nell'autunno 1929 il giovane Max aderì a Giustizia e Libertà (GL); quindi tornò in Italia e s'impegnò quale diffusore della stampa clandestina del movimento: ricevuti pacchi di pubblicazioni da Ernesto Rossi, ne assicurava la distribuzione nella capitale, in varie località del Lazio e delle Marche. Si laureò a Roma in Scienze politiche, con una tesi sulla stabilizzazione del potere d'acquisto della moneta. Fu arrestato il 21 luglio 1932 “con una quarantina di compagni di lotta e nel settembre, durante una crisi di profondo scoraggiamento, fece atto di sottomissione al regime, ma non compromise nessuno dei compagni arrestati”2. Condannato al confino e tradotto a Ponza, riottenne la libertà il 20 luglio 1933 con l'assegnazione al domicilio obbligato a Fermo (Ascoli Piceno), nella casa paterna; un paio di mesi più tardi espatriò in Svizzera, grazie al suo passaporto inglese. Riallacciati i contatti con GL, s'interessò nuova- * Il testo rielabora e integra con l'apparato di note l'intervento presentato al convegno su “Max Salvadori. Diplomazia segreta e antifascismo”, svoltosi il 6 maggio 2005 a Porto San Giorgio. Il programma dei lavori prevedeva altre tre relazioni: Max Salvadori e l'esilio americano (Mauro Canali), Il problema storiografico dell'antifascismo e le derive revisionistiche senza senso (Piero Craveri) e Max Salvadori, il fascismo, la guerra (Massimo Teodori). La prima versione di questo saggio è uscita su “Italia contemporanea”, n. 238, marzo 2005. 1. Una dettagliata cronaca dell'aggressione, con la testimonianza di Guglielmo Salvadori, figura su due intere pagine del quindicinale parigino “Becco Giallo”, 15-30 aprile 1928, n. 20. 2. Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, vol. V, Milano, La Pietra, 1987, p. 326.

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