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![]() Milano, 12 dicembre 1969: nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura esplode una bomba che uccide 17 persone e ne ferisce 88. Brescia, 28 maggio 1974: otto morti e un centinaio di feriti è il bilancio dell'attentato a una manifestazione antifascista in piazza della Loggia. Sono le due stragi che segnano i punti culminanti della stagione dell'eversione nera, responsabile, tra il 1969 e il 1974, dell'85 per cento dei circa quattromila attentati politici che colpiscono l'Italia. In questo libro, lo storico Mimmo Franzinelli analizza le carte dimenticate, i documenti, le testimonianze e gli indizi trascurati di quegli eventi tragici, illuminando la complessa rete di complicità e strumentalizzazioni reciproche che coinvolge gruppi estremisti, criminali comuni, servizi segreti italiani e stranieri e ampie porzioni di apparati dello Stato.
La narrazione parte dalle inquietudini alla vigilia del Sessantotto e ricostruisce con forza sorprendente un intero panorama ideologico (tra mito del superuomo e della gerarchia, misticismo neopagano, suggestione dell'oriente e odio anticapitalista e antiborghese); risale all'eredità della Repubblica sociale e della Resistenza; giunge, attraverso un esame delle tormentate vicende giudiziarie, e in particolare dei processi per le stragi di Milano e di Brescia, a delineare ambiente politico e protagonisti del terrorismo nero: personaggi assolti e ormai non più imputabili a causa di una nefasta miscela di depistaggi, deviazioni ed errori giudiziari. Intrecciando con un taglio originale fonti d'epoca e carte processuali, memoriali e interviste, documenti inediti e fotografie celeberrime o mai viste, La sottile linea nera dà vita a un'importante ricostruzione storica di una delle pagine più drammatiche della nostra storia recente e ci immerge, con straordinario potere di suggestione e insieme lucida consapevolezza, in un'epoca torbida che abbiamo il dovere di non dimenticare.
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