Mimmo Franzinelli
Copertina de ’Un dramma partigiano’
Un dramma partigiano

Edito da: Fondazione Micheletti [esaurito]

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Le circostanze dell'insediamento territoriale egemonico nella società bresciana e in Valcamonica fanno sì che al colonnello Menici venga stampata addosso l'identità del “diverso” e dell'“antagonista” rispetto ai valori maggioritari e che in nome e in odio a tale diversità quel possibile leader garibaldino venga isolato, prelevato, sequestrato e infine – a quanto Franzinelli fa risultare – venduto ai tedeschi e fatto fuori. Qualcuno forse penserà che la Fondazione Micheletti abbia un modo tutto suo di celebrare i 25 Aprile, specialmente in questa fase in cui tanti sono pronti a sparlare della Resistenza... Sono convinto che, proprio per questo, per il punto a cui sono giunte le cose, ormai, il “fronte” politico e storiografico della Resistenza si possa tenere solo così: contrastando l'oblio, in tutte le sue forme, anche quelle apparentemente pietose e che ci vorrebbero complici. A merito della ricerca va dunque ascritto anche di aver mostrato la necessità di chiaroscurare certi quadri troppo a tinta unita – come sarebbero, nel nostro caso, le “aree bianche” – documentando magari come anche i monopoli della mitezza solidaristica e della pace sociale siano stati affermati e imposti attraverso un conflitto, talvolta, senza esclusione di colpi.
(dalla prefazione di Mario Isnenghi)


Questo cinquantesimo anniversario della Liberazione ci consente di rivisitare un po' tutto quello che è stata la Resistenza: le prime storie dal punto di vista generale della Resistenza sono state un po' apologetiche. Quelli che potevano essere i lati oscuri (e ne è un esempio la vicenda di Menici) erano in genere taciuti: si pensava che andare a fondo di queste situazioni volesse dire quasi denigrare certe persone, certe formazioni, certi gruppi. Per questo penso sia giustissimo farlo ora, a cinquant'anni dalla Resistenza, quando possiamo avere più obiettività e possiamo demitizzare alcune situazioni, perché a mio avviso la Resistenza va anche demitizzata e storicizzata, cioè posta nel suo contesto storico ed anche geografico in cui essa ha potuto svolgersi. Mi pare che il libro di Franzinelli possa contribuire un po' a sondare questa pista; potremmo anche parlare di una piccola guerra civile interna tra le varie formazioni partigiane. Questa pista non è stata ancora abbastanza esplorata. I contrasti, in Valcamonica, tra le brigate delle Fiamme Verdi (predominanti) e la 54a Brigata Garibaldi sono tutte cose che il libro di Franzinelli ci consente di indagare. Ed è proprio quello che credo che gli storici della Resistenza, a cinquant'anni di distanza (sopiti cioè quelli che potevano essere i miti), possano superare e quindi si può veramente ricercare una storia della Resistenza analizzandola con tutti quelli che possono essere i suoi difetti e con tutti quelli che possono essere anche i suoi drammi come quello appunto del colonnello Menici.
(dalla presentazione di monsignor Silvio Tramontin, Breno, 27 maggio 1995)

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