Mimmo Franzinelli
Copertina de ’Delatori’
Delatori

Edito da: Mondadori

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«Caro Finzi, dispongo che le intercettazioni telefoniche siano d'ora innanzi recapitate solamente a me. Una copia sola, quindi, che tu riceverai e mi trasmetterai». Con questa nota del 27 gennaio 1923 Mussolini, da soli tre mesi alla guida di un governo di coalizione con liberali e popolari, dà inizio a quel sistema informativo che si svilupperà in un tentacolare organismo ministeriale-burocratico e avrà un ruolo fondamentale nel controllo della vita degli italiani durante il fascismo.

Ma come poteva un apparato poliziesco aveva tante orecchie da sentire discorsi antifascisti in case private, da ascoltare le farneticazioni di un ubriaco in un'osteria, da scoprire frasi sovversive nel tema di un alunno, da trovare una famiglia ebrea nascosta tra i monti e da scovare una quantità di partigiani?

Mimmo Franzinelli affronta e sviscera, sulla base di fonti d'archivio inedite e di testimonianze agghiaccianti, il fenomeno della delazione anonima, alleata insostituibile di ogni regime dittatoriale.

Dalla seconda metà degli anni Venti l'uso delle informazioni riservate e delle “soffiate” si concentrò inizialmente contro gli oppositori politici; con l'emanazione delle leggi razziali, la denuncia si diffuse di pari passo con il progredire della campagna propagandistica antigiudaica, fino ad assumere, dopo l'8 settembre 1943, l'aspetto sconcertante delle segnalazioni ai tedeschi di tanti ebrei, consegnati ai loro persecutori per essere internati nei campi di eliminazione.

A tradire furono, di volta in volta, finti amici allettati dalla taglia, squallidi personaggi intenzionati a nuocere ai “nemici della Patria”, cittadini insospettabili che si nascondevano dietro l'anonimato, ma anche personaggi in vista: Italo Balbo fu costretto a periodiche autodifese, umilianti e imbarazzanti e, uno tra i casi più sconcertanti, padre Agostino Gemelli, rettore dell'Università Cattolica, denunciò alle autorità due studenti sovversivi.

Questo viaggio nei meccanismi spionistici dell'epoca fascista – primo nel suo genere in Italia – conduce il lettore direttamente nella “zona grigia” della società italiana e si spinge sino alla fase del trapasso dei poteri tra fascisti e antifascisti, ponendo il problema della denuncia e della punizione dei delatori, tra regolamenti di conti e responsabilità penali.
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