Mimmo Franzinelli
Copertina de ’Squadristi’
Squadristi

Edito da: Mondadori
Premio Benedetto Croce 2003

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Le squadre d'azione mussoliniane, braccio armato dei Fasci di combattimento fondati a Milano il 23 marzo 1919, attraverso l'uso combinato di violenza bruta e iniziativa politica – con la connivenza di settori dell'apparato statale – inflissero un colpo mortale agli avversari, spianando così la strada alla marcia su Roma e all'instaurazione del regime fascista, con cui si chiuse il convulso, drammatico scenario successivo alla Grande Guerra.
Grazie a una meticolosa ricerca d'archivio, Franzinelli ha ricostruito in modo documentato e avvincente la cronologia della violenza politica che per quattro anni insanguinò città e paesi di ogni provincia d'Italia, e sancì la vittoria militare delle squadre d'azione. Scontri armati tra fascisti, “sovversivi” (socialisti, comunisti, repubblicani, anarchici) e forze dell'ordine, spedizioni punitive, vendette, agguati, con il loro tragico seguito di devastazioni, ferimenti, omicidi, stragi; di ogni episodio vengono precisati data, luogo, numero e nomi delle vittime – e, spesso, dei carnefici -, in un'indagine retrospettiva istituita per un giudizio che ormai può essere pronunziato solo in sede storica.
Sullo sfondo di guerra civile incombente si stagliano le figure dei grandi strateghi del fascismo (Mussolini, Balbo, Bottai, De Vecchi, Grandi), in un'unità d'intenti non priva di divergenze, e quelle dei giovani comandanti delle squadre d'azione (Muti, Pavolini, Ricci e Starace), che sarebbero presto diventati gerarchi del regime. Le cento schede biografiche che costituiscono la sezione centrale del volume non solo offrono un campionario delle varie anime del movimento “diciannovista”, ma illustrano anche l'essenziale apporto culturale fornito dal futurismo marinettiano, il ruolo della componente giovanile e ribellistica, e le differenze della duplice matrice – urbana e agraria – delle camicie nere.
Questo libro è un'assoluta novità nel panorama storiografico in quanto analizza per la prima volta lo squadrismo, da un lato come cartina al tornasole della crisi dello Stato liberale e della fragilità di una sinistra incapace di fare i conti con la violenza propria e altrui, dall'altro come strumento privilegiato di quella pratica dell'intimidazione che, unitamente alla costante ricerca del consenso, fu alla base del successo politico del fascismo.

Motivazione dell'8° Premio nazionale Benedetto Croce a Mimmo Franzinelli
La Giuria del Premio Croce 2003-VIII Edizione, presieduta da Giuseppe Galasso e composta da Antonio Palermo, Guido Pescosolido, Giuseppe Papponetti, Renata Viti Cavaliere, Edoardo Tiboni ha deciso all'unanimità di premiare Mimmo Franzinelli, con il volume Squadristi, che rappresenta un contributo tanto più da apprezzare in quanto verte su un tema studiatissimo quale quello della storia del fascismo, in particolare del suo periodo iniziale, alla conoscenza di un aspetto e di un momento di straordinaria importanza della storia italiana ed europea all'indomani della prima guerra mondiale. Sostenuta da una ampia e corretta ricerca d'archivio, la ricostruzione di Franzinelli consente, forse per la prima volta, di acquisire elementi di fatto e contestuali per una valutazione del fenomeno squadristico considerato nella sua specificità e nel suo aspetto complessivo. Uomini e fatti emergono così con grande ricchezza di particolari dalle pagine di un libro che consente di apprezzare e valutare allo stesso tempo la drammatica originalità e lo sconvolgente carattere sovversivo dello squadrismo, pur non pretendendo di ridurre tutto il fascismo alla violenza squadristica, ma indicando e confermando in questa violenza il primo tra gli elementi del successo fascista. Una serie di profili biografici e una accurata cronologia che prestano attenzione a tutto il quadro territoriale del fenomeno squadristico in Italia, senza i limiti consueti di una visione solo datata dello squadrismo stesso, fanno dell'opera un sussidio di grande utilità anche per gli specialisti. Degna di nota appare infine la chiara semplicità della scrittura che conferisce ancora maggiore evidenza ad elementi quali le tecniche dei risvolti psicologici dello squadrismo che concorrono alla originalità e pregevolezza dell'opera.

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