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![]() DA «IL MUCCHIO SELVAGGIO» Con tutta la cattiveria possibile, non saprei segnalare quale dimenticanza o quale scelta risulti criticabile. Franzinelli deve avere ascoltato tanto di quella musica, e averne letto altrettanto. La cosa più piacevole è che riesce sempre a mantenersi al di sopra dei gusti personali, riuscendo a fare una mappatura eccellente del materiale a sua disposizione. In 35 righe di scheda riesce quasi sempre a dire l'indispensabile, con una prosa semplice e diretta. Max Stéfani
DA « Il libro raccoglie una selezione di 250 dischi, accompagnata da un rigoroso inquadramento storico e corredata con efficaci schede informative sullo scenario politico-culturale, gli autori, il periodo di registrazione, l'etichetta discografica, la qualità della musica e la sua rilevanza storica, la copertina per valutarne anche l'impatto estetico, le recensioni e l'accoglienza della critica. Come in tutte le antologie, anche in queste scelte confluiscono motivazioni oggettive (la rilevanza artistica di ciascun album, la diffusione e le vendite, ecc.) e i gusti personali dell'autore, peraltro esplicitamente dichiarati. Ed è proprio l'autore a rendere particolarmente interessante il libro. Molte delle sue caratteristiche di studioso sono transitate intatte anche in un genere storiografico molto diverso da quelli da lui frequentati abitualmente. (22 settembre 2005 STEFANO PISTOLINI) Da «TUTTOLIBRI» Partendo dall'assunto che il decennio fra il 1960 e il 1970 è stato cruciale per il rock, l'autore lo ripercorre anno per anno, segnalando i dischi più importanti. Le schede sono 250: brevi, ma molto complete, riportano i titoli di tutti i brani, gli interpreti e dettagliate note tecniche, ad uso di chi ha voglia di imparare, ma ottime pure per chi desidera solo rinfrescare la memoria. Ci sono anche le copertine. (24 settembre 2005 BRUNO RUFFILLI) DA «REPUBBLICA» Nessuno è immune dalla costruzione dell'immagine: se si guarda la bella collezione di copertine che lo storico Mimmo Franzinelli ha raccolto nel recentissimo volume Rock Music, ci si accorge che fin dagli inizi, o almeno dai tempi di Highway 61 Revisited, Bob Dylan si presenta con un look che potrebbe perfino alludere al punk. (25 settembre 2005 EDMONDO BERSELLI) DA «IL CENTRO» Si può scrivere la storia di un decennio attraverso 250 lp? Mimmo Franzinelli – che di mestiere fa lo storico – ne è convinto, perché è in quei fatidici dieci anni che si è verificato, grazie alla musica, anzi al rock, un vero e proprio movimento culturale con seguito di masse. (7 ottobre 2005 MICHELANGELO IOSSA) DA «PANORAMA» Nella leggenda delle origini c'è Rock Around the Clock di Bill Haley del 1954 e di seguito Little Richard piuttosto che Elvis Presley. Ma il vero principio di ogni cosa, quando cioè il rock and roll diventa Rock, è segnato da Bob Dylan che nel 1962 canta You're No Good ma anche Highway 61. E così via, con i Beatles e i Rolling Stones, Joan Baez e Stevie Wonder, i Doors e i Pink Floyd, Jimi Hendrix e Frank Zappa... Franzinelli, studioso dell'Italia fascista, mette ordine in una storia ancora tutta da scrivere. (20 ottobre 2005 PASQUALE CHESSA) Da «TEMPI MODERNI» Per chi ricorda con nostalgia l'epoca degli anni '60- (novembre 2005) DA «DIARIO» Franzinelli, storico tout court certamente noto, ha voluto mettere insieme la sua esperienza nello studio dei documenti con una sua antica (e ovvia, data la generazione) passione per il rock. Ne è venuto fuori Rock music. Gli artisti e gli album che hanno fatto un'epoca. Basato su una selezione degli album tutt'altro che banale – nell'arbitrarietà di certe scelte si coglie il senso di una sfida ai canoni che i trentacinque anni successivi hanno creato – il volume ha il suo punto di forza proprio nell'uso di criteri storiografici solidi. (24 febbraio 2006 FRANCO FABBRI) |
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